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I 1.000 MIGLIORI D'ITALIA
Anche solo registrando chi sale e chi scende, di sorprese
quest'anno La Guida delle Guide ne riserva parecchie: chi
se l'aspettava che un rosso pugliese, un Primitivo di Manduria,
battesse due vini che hanno fatto storia come Sassicaia e Tignanello
e conquistasse la vetta della classifica? Chi se l'aspettava che
Angelo Gaja, abituale protagonista di questa graduatoria, scomparisse
senza preavviso dalla lista dei primi 100? E chi non resta sorpreso
scoprendo che i primi dieci classificati sono di nove regioni
diverse? Poiché non c'è stata una rivoluzione che abbia sconvolto la
produzione vinicola italiana, è evidente che il sommovimento è stato
volutamente provocato dalle guide che Class ha preso in esame:
Gambero Rosso, Espresso, Veronelli, Bibenda e Luca Maroni.
Perché l'hanno fatto? I loro stessi autori ammettono che dopo
anni di crescente interesse da parte dei lettori, da qualche tempo si
va invece manifestando una certa disaffezione nei confronti del loro
prodotto editoriale. Disaffezione che hanno contrastato cercando di
scoprire vini sconosciuti e mettendo la sordina ai soliti noti, che si
teme siano venuti a noia, senza esitare a ricorrere a metodi radicali:
rinunciando, per esempio, ad assaggiare i loro vini più validi per evitare
che conquistassero come sempre le posizioni di vertice. È così
che si spiega l'improvvisa eclisse di Gaja. Vale perciò la pena di sottolineare
che questa svolta accentua più che mai la validità della Guida
delle Guide che, incrociando i voti delle singole pubblicazioni,
smussa le esagerazioni e riequilibra i giudizi nel limite del possibile.
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